Ritorno al passato: Šarganska osmica

Mi piace visitare i luoghi dove poter fare delle esperienze uniche e indimenticabili (esperienza – iskustvo, n). Una delle esperienze assolutamente da provare è fare un tour con lo storico trenino a vapore Nostalgija o Ćira (oggi trainato da una locomotiva diesel). Ti parlo della famosissima ŠARGANSKA OSMICA (Il numero otto di Šargan), un miracolo architettonico di ferro a forma di 8, grazie al quale si riuscì a costruire la ferrovia tra le montagne ripide cent’anni fa. La ferrovia di allora collegava Belgrado (Serbia) e Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina) fino al 1974 quando lo Stato decise di abbandonarla per la poca funzionalità – si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto, soltanto 760 mm, mentre la misura di quello ordinario è di 1435 mm.

La ferrovia è stata ristrutturata nel 2000 e adattata ad uso turistico. Oggi possiamo di nuovo salire a bordo di un vagone degli anni Venti del secolo scorso, con le stufe a legna e i sedili in legno all’interno, e lanciarci in un’avventura lunga soltanto una quindicina di chilometri, ma che comprende 22 tunnel che coprono un terzo dell’intero tragitto (il tunnel più lungo è 1667 m), 5 ponti e diverse soste panoramiche e culturali, salendo a 300 metri di altitudine. Il tragitto dura 2 ore e 30 minuti. Si parte dalla stazione di Mokra Gora, si arriva a Šargan Vitasi e si ritorna a Mokra Gora. Il trenino parte tre volta al giorno e il biglietto costa 1000 dinari (poco meno di 10 euro). La prima volta che ho preso questo treno fu nel 2011 e i bilglietti costavano molto meno.

Hai mai preso un treno in Serbia? Prima di passare al vocabolario, ti lascio il link ufficiale delle Ferrovie della Serbia dove puoi vedere le immagini del famoso trenino e leggere il testo in serbo https://www.zeleznicesrbije.com/sarganska-osmica/

Vediamo un po’ il vocabolario:

Voz – il treno

Pruga (železnička pruga) – la ferrovia

Stanica – la stazione; la fermata

Vagon – il vagone

Lokomotiva – la locomotiva

Red vožnje – gli orari

Polazak – la partenza

Dolazak – l’arrivo

Karta – il biglietto

Rezervacija – la prenotazione

Tunel – il tunnel

Most – il ponte.

Finisco proprio con la parola „most“ perché in uno dei prossimi testi ti racconterò le emozioni che ho provato vedendo finalmente con i miei occhi il ponte più famoso della nostra letteratura. Puoi indovinare di quale ponte si tratta? Un piccolo spoiler: il sinonimo arcaico e di origine turca di “ponte” è „ćuprija“. 😊

Buon Ferragosto,

Milica

Pubblicato da Milica Marinković

Zdravo! Mi chiamo Milica Marinković, sono nata e cresciuta in Serbia. Molto presto ho incominciato a esplorare culture nuove attraverso le loro lingue. Dapprima quella inglese, poi quella francese e finalmente quella italiana. Dulcis in fundo, direi, perché quest’ultima scelta ha avuto il maggior impatto sulla mia vita. Infatti, dopo aver conseguito la Laurea e il Master in Lingue e letterature romanze all’Università di Belgrado, mi sono trasferita in Italia, dove ho iniziato i miei studi di dottorato di ricerca. In Serbia ho avuto la fortuna di essere stata borsista statale e comunale per tutta la durata dei miei studi, in Italia ho ottenuto la Borsa di studio del Governo italiano, ma il 2014 mi ha vista vincitrice della prestigiosa borsa di studio canadese Bourse Gaston-Miron, offertami dall’Associazione Internazionale degli Studi Quebecchesi (AIEQ). Dopo essermi perfezionata in Canada come ricercatrice in Letteratura francofona, ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari, anche se i miei studi e le mie ricerche non sono tutt’ora terminati. Infatti, mi ritengo un’eterna studentessa e ricercatrice e ciò si riflette sulle mie esperienze lavorative che richiedono continui approfondimenti ed evoluzioni. I miei ambiti professionali sono insegnamento, traduzione e scrittura. Subito dopo il diploma liceale ho iniziato a insegnare il francese ai più piccoli e allora ho capito che non avrei mai smesso di trasmettere le mie competenze agli altri. Ad oggi ho accumulato diverse esperienze come insegnante di francese, italiano e serbo, sia nella pubblica istruzione, nell’ambito universitario, aziendale e privato. Come traduttrice, oltre alla traduzione dei documenti, posso ritenermi orgogliosa di aver dato la voce italiana a uno dei maggiori scrittori della letteratura serba, Jovan Dučić, traducendo, insieme alla collega Valeria Uva, il suo capolavoro Città e chimere (Bari, Stilo Editrice 2015), così come a Vladan Matijević, uno dei più importanti scrittori contemporanei, traducendo il suo romanzo Lezioni di gioia (Lugo, WhiteFly Press 2015). Coltivo la mia passione per la scrittura in lingua italiana sia come autrice di romanzi (al mio attivo ci sono Piacere, Amelia, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni e In serbo, uscito nel 2019 sempre per i tipi de Les Flâneurs) e di diversi racconti, pubblicati su riviste e raccolte, come curatrice di varie antologie poetiche, come redattrice della rivista “incroci” (Bari, Adda Editore). E, naturalmente, come blogger di questo sito.

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