Chi festeggia di più tra Italia e Serbia?

Mi ricordo degli anni in cui lavoravo in un’azienda multinazionale. Gli stranieri invidiavano gli italiani (nel senso buono) per tanti giorni di festa durante l’anno – soprattutto per la tradizione delle lunghe vacanze in agosto. Infatti, se ci penso, in Italia si festeggiano diverse feste che non sono celebrate particolarmente altrove.

Sai quante feste celebriamo in Serbia?

Anche in Serbia la domenica è sempre giorno festivo. In aggiunta, la legge prevede altre festività nazionali in occasione delle quali le attività lavorative vengono per la maggior parte sospese. Vediamo quali sono e quali date sono considerate come giorni festivi:

Capodanno (Nova godina) – il 1 e il 2 gennaio;

Festa nazionale della Repubblica di Serbia, chiamata Dan Državnosti – il 15 e il 16 febbraio (per la Chiesa Ortodossa il 15 febbraio corrisponde alla festività dello Sretenje);

Festa dei lavoratori (Prvi maj) – il 1 e il 2 maggio;

Giorno dell’Armistizio nella prima guerra mondiale (Dan primirja) – l’11 novembre.

Qualora una di queste date coincidesse con la domenica, non si lavora nemmeno il primo giorno feriale utile. Si fa il ponte, ovvero si ha il weekend lungo, chiamato “produženi vikend”.

Per quanto riguarda le feste religiose, non si lavora in occasione:

del primo giorno di Natale (Božić) – il 7 gennaio

delle festività pasquali – iniziando dal Venerdì santo (Veliki petak) e concludendo con il secondo giorno di Pasqua (Vaskrs).

Inoltre, ci si può assentare dal lavoro nelle seguenti circostanze:

per gli ortodossi il primo giorno della “slava” – glorificazione rituale del santo patrono della propria famiglia;

per i cattolici e gli appartenenti alle altre comunità religiose cristiane – il primo giorno di Natale e le festività pasquali (dal Venerdì santo al secondo giorno di Pasqua), secondo il calendario della propria chiesa;

per gli islamici – il primo giorno della ʿīd al-fiṭr (Ramazanski bajram) e il primo giorno della ʿīd al-aḍḥā (Kurban-bajram)

per gli ebraici – il primo giorno di Yom Kippur.

In Serbia esistono alcune festività molto importanti, rispettate e celebrate in maniera solenne, seppure le loro date non siano giorni festivi:

San Sava, Sveti Sava – il 27 gennaio

Giornata nazionale della commemorazione delle vittime dell’Olocausto, del genocidio e di tutte le vittime del fascismo nella seconda guerra mondiale – il 22 aprile

La Giornata della Vittoria, in memoria della capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale (Dan pobede) – il 9 maggio

Il Vidovdan – il 28 giugno – la memoria del martirio di San Vito e della famosa battaglia di Kosovo, combattuta tra la Serbia e l’Impero ottomano nel 1389

Il Giorno della commemorazione delle vittime serbe nella seconda guerra mondiale – il 21 ottobre.

Quindi – chi vince?

C’è qualche festività che ho appena citato e che già conosci? Oppure ce n’è alcuna che vorresti approfondire?

Pubblicato da Milica Marinković

Zdravo! Mi chiamo Milica Marinković, sono nata e cresciuta in Serbia. Molto presto ho incominciato a esplorare culture nuove attraverso le loro lingue. Dapprima quella inglese, poi quella francese e finalmente quella italiana. Dulcis in fundo, direi, perché quest’ultima scelta ha avuto il maggior impatto sulla mia vita. Infatti, dopo aver conseguito la Laurea e il Master in Lingue e letterature romanze all’Università di Belgrado, mi sono trasferita in Italia, dove ho iniziato i miei studi di dottorato di ricerca. In Serbia ho avuto la fortuna di essere stata borsista statale e comunale per tutta la durata dei miei studi, in Italia ho ottenuto la Borsa di studio del Governo italiano, ma il 2014 mi ha vista vincitrice della prestigiosa borsa di studio canadese Bourse Gaston-Miron, offertami dall’Associazione Internazionale degli Studi Quebecchesi (AIEQ). Dopo essermi perfezionata in Canada come ricercatrice in Letteratura francofona, ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari, anche se i miei studi e le mie ricerche non sono tutt’ora terminati. Infatti, mi ritengo un’eterna studentessa e ricercatrice e ciò si riflette sulle mie esperienze lavorative che richiedono continui approfondimenti ed evoluzioni. I miei ambiti professionali sono insegnamento, traduzione e scrittura. Subito dopo il diploma liceale ho iniziato a insegnare il francese ai più piccoli e allora ho capito che non avrei mai smesso di trasmettere le mie competenze agli altri. Ad oggi ho accumulato diverse esperienze come insegnante di francese, italiano e serbo, sia nella pubblica istruzione, nell’ambito universitario, aziendale e privato. Come traduttrice, oltre alla traduzione dei documenti, posso ritenermi orgogliosa di aver dato la voce italiana a uno dei maggiori scrittori della letteratura serba, Jovan Dučić, traducendo, insieme alla collega Valeria Uva, il suo capolavoro Città e chimere (Bari, Stilo Editrice 2015), così come a Vladan Matijević, uno dei più importanti scrittori contemporanei, traducendo il suo romanzo Lezioni di gioia (Lugo, WhiteFly Press 2015). Coltivo la mia passione per la scrittura in lingua italiana sia come autrice di romanzi (al mio attivo ci sono Piacere, Amelia, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni e In serbo, uscito nel 2019 sempre per i tipi de Les Flâneurs) e di diversi racconti, pubblicati su riviste e raccolte, come curatrice di varie antologie poetiche, come redattrice della rivista “incroci” (Bari, Adda Editore). E, naturalmente, come blogger di questo sito.

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