Ciao e ariciao

Tante volte non sappiamo dire le frasi più semplici nonostante un buon livello in lingua straniera. O soltanto le parole come, per esempio, “ariciao”. Tu usi questo saluto? Nella nuova puntata spiego come puoi salutare e risalutare una persona, quando chiedere “Kako si?” e quando “Kako si ti?”, usando il pronome personale perché qui la scelta non è facoltativa. Naturalmente, i modi di salutare dipendono molto dal contesto, dal rapporto di intimità tra le persone, dall’età.

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COMPITO: dopo aver ascoltato la lezione, usa il suo contenuto per scrivere un dialogo formale e uno informale. Per esempio, una conversazione al lavoro e una al bar tra amici. Come sempre, sarò lieta di leggerti!

Come saluti di solito, in italiano? Hai qualche modo speciale? Come saluti i tuoi amici? Devo dirti che, da quando parlo quotidianamente italiano, sento la mancanza di alcuni modi di salutare che non esistono in serbo. Per esempio, tutti i saluti di congedo che servono anche per inaugurare un momento o un’occasione che seguirà. “Buona domenica”, “buona serata”, “buone ferie”, ma anche “a presto”. Perché non ne abbiamo? Questi saluti sono, in realtà, il complemento oggetto del verbo “augurare”. Per questo motivo essi si trovano all’accusativo in serbo e alcuni hanno una desinenza diversa rispetto a quella che vediamo al nominativo. Il nominativo e l’accusativo sono molto spesso identici, ma non sempre, come nel caso di “laku noć” (il nominativo: “lakA noć“).

Inoltre, in alcune espressioni è strano usare l’aggettivo „dobar“ (buono). Diremo piuttosto „lep“ (bello) o „prijatan“ (piacevole). Quindi, per usare il modello italiano, dovremmo dire “Želim ti lep vikend” (Ti auguro un buon weekend), “Želim ti prijatnu nedelju” (Ti auguro una buona domenica), “Želim ti prijatno veče” (Ti auguro una buona serata). Ecco, noi abbiamo queste espressioni, ma le pronunciamo usando le frasi intere. Oggi, forse a causa dell’influenza inglese, alla fine di una mail si potrebbe leggere “Lep vikend!” e basta, ma è ancora un po’ inusuale, soprattutto nella lingua parlata. Spesso si usa l’aggettivo “srećan“ (felice), ma non per lo stesso tipo di augurio. Lo usiamo per augurare un lieto evento, come nelle espressioni „srećan rođendan“ (buon compleanno), „srećno krštenje“ (felice battesimo), „srećna godišnjica“ (felice anniversario) e simili, sempre al nominativo.

Pubblicato da Milica Marinković

Zdravo! Mi chiamo Milica Marinković, sono nata e cresciuta in Serbia. Molto presto ho incominciato a esplorare culture nuove attraverso le loro lingue. Dapprima quella inglese, poi quella francese e finalmente quella italiana. Dulcis in fundo, direi, perché quest’ultima scelta ha avuto il maggior impatto sulla mia vita. Infatti, dopo aver conseguito la Laurea e il Master in Lingue e letterature romanze all’Università di Belgrado, mi sono trasferita in Italia, dove ho iniziato i miei studi di dottorato di ricerca. In Serbia ho avuto la fortuna di essere stata borsista statale e comunale per tutta la durata dei miei studi, in Italia ho ottenuto la Borsa di studio del Governo italiano, ma il 2014 mi ha vista vincitrice della prestigiosa borsa di studio canadese Bourse Gaston-Miron, offertami dall’Associazione Internazionale degli Studi Quebecchesi (AIEQ). Dopo essermi perfezionata in Canada come ricercatrice in Letteratura francofona, ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari, anche se i miei studi e le mie ricerche non sono tutt’ora terminati. Infatti, mi ritengo un’eterna studentessa e ricercatrice e ciò si riflette sulle mie esperienze lavorative che richiedono continui approfondimenti ed evoluzioni. I miei ambiti professionali sono insegnamento, traduzione e scrittura. Subito dopo il diploma liceale ho iniziato a insegnare il francese ai più piccoli e allora ho capito che non avrei mai smesso di trasmettere le mie competenze agli altri. Ad oggi ho accumulato diverse esperienze come insegnante di francese, italiano e serbo, sia nella pubblica istruzione, nell’ambito universitario, aziendale e privato. Come traduttrice, oltre alla traduzione dei documenti, posso ritenermi orgogliosa di aver dato la voce italiana a uno dei maggiori scrittori della letteratura serba, Jovan Dučić, traducendo, insieme alla collega Valeria Uva, il suo capolavoro Città e chimere (Bari, Stilo Editrice 2015), così come a Vladan Matijević, uno dei più importanti scrittori contemporanei, traducendo il suo romanzo Lezioni di gioia (Lugo, WhiteFly Press 2015). Coltivo la mia passione per la scrittura in lingua italiana sia come autrice di romanzi (al mio attivo ci sono Piacere, Amelia, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni e In serbo, uscito nel 2019 sempre per i tipi de Les Flâneurs) e di diversi racconti, pubblicati su riviste e raccolte, come curatrice di varie antologie poetiche, come redattrice della rivista “incroci” (Bari, Adda Editore). E, naturalmente, come blogger di questo sito.

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